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:: LINGUAGGI JAZZ 2004 ::


Sabato 27 marzo Teatro Regio ore 21

EVENTO SPECIALE

GATO BARBIERI QUINTETTO featuring ENRICO RAVA

Gato Barbieri, sax
Enrico Rava, tromba e flicorno
Danilo Rea, pianoforte
Ben Street, contrabbasso
Clarence Penn, batteria




Gato Barbieri ed Enrico Rava

Negli anni Settanta il furore del suo sassofono sedusse un'intera generazione, contribuendo ad avvicinare al jazz tanti stimati musicisti di oggi. Un suono trascinante che fondeva un'innata irruenza esecutiva, in limpida sintonia con la lezione coltraniana e con gli umori più infiammati del free jazz, con un distinguibile senso melodico e accattivanti ritmi latini. Per citare un acuto giudizio di Nat Hentoff, "Gato è uno dei musicisti meno astratti, perché è sempre, esplosivamente e intrinsecamente vivo".Leandro "Gato" Barbieri, nato a Rosario nel 1934 e cresciuto a Buenos Aires, a dodici anni ascolta Dizzy Gillespie e il Charlie Parker di "Now Is The Time" e ne rimane stregato. Dopo gli studi giovanili di clarinetto si avvia al sax alto e infine al tenore. Decisiva per la sua maturazione è la venuta in Europa nel 1962 e il fondamentale incontro, a Parigi, con Don Cherry che lo condurrà per la prima volta a New York nel 1965. In studio di registrazione affianca Cherry in Complete Communion e Symphony For Improvisers e il pianista sudafricano Dollar Brand e si lega a vari progetti di Carla Bley e alla Liberation Orchestra di Charlie Haden.A partire da Third World, il disco rivelazione inciso per la Flying Dutchman di Bob Thiele, la stella di Gato comincerà a brillare di luce assolutamente propria. È un'opera che, pur in ambiente essenzialmente jazzistico, delinea l'avvento di quella che verrà denominata World Music, a cui seguono altre pietre miliari: in particolare Latino America e Chapter Two: Hasta Siempre per la Impulse, e naturalmente l'indimenticabile colonna sonora del film Ultimo Tango a Parigi, di Bernardo Bertolucci che aveva già incontrato in patria, al festival cinematografico di Mar della Plata.
A Torino l'artefice di interpretazioni che Hentoff ha giudicato "energiche affermazioni della vita e dello spirito umano, col loro elastico accostamento di colori, ritmi e melodie" ritrova Enrico Rava, il jazzista italiano più famoso nel mondo, con il quale ha iniziato la carriera.
Il trombettista, nato a Trieste nel 1939 da famiglia torinese, gode da tempo di un meritato successo: standing ovations e tutto esaurito alla Scala di Milano come a Montreal o a Copenaghen, buone vendite discografiche, riconoscimenti internazionali come il titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere conferitogli nel 2002 dal Ministero della Cultura francese. Interpellato da Musica Jazz sui motivi di questo successo, confessa che "fin dall'inizio ho messo una passione e un amore senza riserve in questa musica, dandole la precedenza su tutto. Credo che questo amore si trasmetta al pubblico e costituisca una delle cause di questo 'successo' ....". Nel frattempo Rava ha terminato un altro progetto di altissimo profilo: è prossima l'uscita di un cd del suo quintetto per la prestigiosa etichetta tedesca Ecm.
Il cast è completato da tre stelle di prima grandezza radunate per l'occasione da due continenti: il versatile pianista Danilo Rea, reduce da un meritato successo internazionale con i Doctor 3; il bassista Ben Street, caposaldo di varie formazioni, in particolare quelle del chitarrista Kurt Rosenwinkel, e Clarence Penn, il batterista preferito da Betty Carter, Wynton Marsalis e Cyrus Chestnut.
Per Gato è come un ritorno alla "completa comunione" ispirata dagli anni con Cherry e lo stesso Enrico Rava, un'esperienza ancora emozionante perché "in questi concerti emerge lo stile di ognuno".


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